Palazzo Caracciolo Napoli
Napoli è la più misteriosa città d'Europa, è la sola città del mondo antico che non sia perita. Non è una città: è un mondo. Il mondo antico, precristiano, rimasto intatto alla superficie del mondo moderno.(Curzio Malaparte)
lunedì 30 aprile 2012
Un salto nel passato
Entrare a Palazzo Caracciolo è come fare un salto nel passato. Odori,colori e visoni di un'epoca che ha segnato la città di Napoli e i napoletani. L'atmosfera che si respira una volta entrati dà, all'anima e ai sensi, un piacere difficile da spiegare. Basta chiudere per un attimo gli occhi e la visone di carrozze, principi, si materializza nella nostra mente. Un immaginario surreale che accende la voglia di scoprire nel profondo la storicità della città di Napoli. Non apposta il Palazzo si erge all'inizio del centro storico della città e funge da porta d'ingresso in uno scenario che è unico al mondo, che solo Napoli può offrire ai suoi visitatori. La vera Napoli, meravigliosa, pittoresca,commovente: quella della strada! Napoli è tante cose, e molti sono i motivi per cui la si può amare o meno, ma soprattutto Napoli è una grande capitale ed ha una stupefacente capacità di resistere alla paccottiglia kitsch da cui è oberata. Una straordinaria possibilità di essere continuamente altro rispetto agli insopportabili stereotipi che la affliggono [cit. E. Morante]. Questo perché noi napoletani caviamo l'arte dal sole.
mercoledì 25 aprile 2012
Palazzo Caracciolo... Cenni storici
Il Palazzo Caracciolo di Santobuono è un palazzo monumentale di Napoli, ubicato in via Carbonara.
L'edificio fu eretto dai principi di Caracciolo di Santobuono nel 1584, sul luogo in cui precedentemente era situato un castello urbano, donato dal re Roberto d'Angiò a Landolfo Caracciolo nei primi decenni del XIV secolo.
Il palazzo, posizionato in un punto strategico, era utilizzato per la difesa cittadina: era infatti prossimo alla porta che serviva l'insula episcopale. Fu legato alla vicenda della Repubblica Napoletana di Masaniello; fu quindi saccheggiato e divenne sede del Duca di Guisa. Nel 1692 venne di nuovo restaurato, ospitando così una quadreria molto notevole.
All'inizio del secolo successivo qui fu ospite dei Caracciolo il duca d’Elboeuf, l'iniziatore degli scavi delle città di Ercolano e Pompei, mentre nel 1799 il palazzo ospitò anche il generale Jean Étienne Championnet. Nel 1815 l'immobile fu abbandonato totalmente.
Il palazzo ha due altissimi portali dai quali si accede al cortile porticato con pilastri in piperno e un secondo cortile poco curato. Presenta quattro piani e nel piano nobile sono rimaste alcune tracce di un soffitto affrescato.
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